Il poeta Giosuè Carducci – primo italiano a vincere il premio Nobel per la Letteratura – trascorse a Lizzano undici soggiorni, dal 1897 al 1906. In quei giorni poté godere della quiete del parco, della mitezza del clima, della musica e delle parole della Contessa Silvia Pasolini Zanelli, donna di spirito e di vasta cultura, legandosi al luogo a tal punto, da esprimere il desiderio di concludere la sua vita nella tranquilla pace della Villa. Proprio qui, infatti, fu ispirato a comporre la famosa Ode alla Chiesa di Polenta.

A testimonianza del sodalizio rimane una lapide, posta dai Conti Pasolini Zanelli nel 1907 – dopo la morte del Poeta – a perpetua memoria della loro ammirazione e amicizia, oltre alla stanza che gli era riservata e nella quale amava soggiornare durante le sue vacanze estive. La Camera, ancora intatta e visibile, conserva gli arredi originali del poeta, fra i quali il letto in ferro battuto, la scrivania, il cassettone, il sofà inglese – destinato al suo fedele servitore – e la sedia a rotelle, che era costretto ad usare negli ultimi anni della sua vita. Perfettamente conservato anche l’armadio, contenente la finanziera utilizzata presso l’Università di Bologna dove ricopriva il ruolo di docente, oltre a gran parte degli effetti personali e numerose fotografie che lo ritraggono nei suoi soggiorni alla Villa.

 Il terrazzo personale del Poeta, dal quale è possibile ammirare una magnifica vista sulla città di Cesena, ospita numerosi eventi, fra i quali “Un Tè con la Contessa”.